🎯 Obiettivi formativi
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Applicare le conoscenze teoriche sulle sequenze e i protocolli RM a casi clinici reali.
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Riconoscere come la scelta delle sequenze influenza la diagnosi e la qualità dell’esame.
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Stimolare la capacitĂ critica degli studenti nel proporre protocolli personalizzati in base al quesito clinico.
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Svolgere un project work finale che simuli la pianificazione di un protocollo RM in autonomia.
Introduzione ai casi clinici (10 min)
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Presentare 2–3 casi clinici tipici, ognuno con quesito clinico diverso:
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Cervello – sospetta sclerosi multipla
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NecessitĂ di FLAIR, T2, DWI, T1 pre/post contrasto.
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Colonna lombare – dolore radicolare
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Sequenze sagittali T1, T2, STIR + assiali T2.
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Addome – sospetto HCC (epatocarcinoma)
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T1 in-/out-phase, T2 fat-sat, DWI, dinamica post-contrast multiphasica.
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Ginocchio – trauma sportivo
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PD fat-sat in piĂą piani, T1 sagittale, 3D isotropico.
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🔑 Punto chiave: ogni protocollo deve essere mirato al quesito clinico → niente protocolli “universali”.
Discussione guidata (15 min)
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Analizzare insieme i casi:
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Quali sequenze sono obbligatorie?
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Quali opzionali?
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Quali parametri (TR/TE, spessore, FOV) sono piĂą rilevanti?
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Quando aggiungere mezzo di contrasto?
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Stimolare il ragionamento critico: perché questa sequenza è indispensabile? cosa rischiamo se manca?
Project Work finale – Creazione di un protocollo (25 min)
AttivitĂ
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Gli studenti, divisi in piccoli gruppi, ricevono un nuovo caso clinico (es. “paziente con sospetta encefalite”, “dolore alla spalla post-trauma”, “massa renale solida”).
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Ogni gruppo deve:
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Definire il quesito clinico.
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Proporre un protocollo RM con sequenze, orientamenti e contrasto.
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Motivare le proprie scelte.
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Presentare la proposta agli altri.
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Esempio
Caso: Paziente con sospetta encefalite
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Protocollo proposto:
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T1 assiale e sagittale
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T2 assiale e coronale
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FLAIR assiale
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DWI/ADC
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T1 post-contrast con gadolinio
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Motivazione: identificare edema/infezione, distinguere necrosi, valutare enhancement leptomeningeo.
Conclusione e sintesi (10 min)
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Riflessione collettiva: non esiste protocollo “perfetto”, ma protocollo adattato al paziente e al quesito.
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L’importanza del ragionamento critico del tecnico e del radiologo.
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Revisione degli obiettivi del corso:
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Dalla fisica di base (T1, T2, TE, TR) → alle sequenze avanzate (DWI, PWI, MRS, MRA) → ai protocolli clinici.
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Chiusura con l’idea di un percorso completo: la teoria diventa pratica tramite il project work.
đź’ˇ AttivitĂ didattiche consigliate
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Role play: uno studente fa il “radiologo” che richiede l’esame, gli altri propongono il protocollo.
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Esercizio pratico: creare un protocollo per un distretto assegnato e confrontarlo con i protocolli standard.
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Analisi comparativa: discutere differenze tra protocolli di diversi gruppi per lo stesso caso clinico.
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Quiz finale: domande miste (fisica, sequenze, protocolli) per verificare l’apprendimento globale.
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Feedback reciproco: ogni gruppo valuta i protocolli degli altri.



