🎯 Obiettivi della lezione
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Capire a cosa servono e come funzionano le bobine di gradiente (X, Y, Z).
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Conoscere i parametri hardware chiave: intensità del gradiente (mT/m), slew rate (T/m/s), duty cycle, rumore e limiti di sicurezza (PNS).
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Sapere quando e come eseguire lo shimming B₀ (passivo/attivo; globale/locale/dinamico) e riconoscere i segni di scarso shim.
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Applicare una checklist operativa TSRM per prevenire artefatti e migliorare la qualità.
Bobine di gradiente: perché sono indispensabili
Le bobine di gradiente creano piccole variazioni lineari del campo magnetico statico B₀ lungo tre assi (X, Y, Z).
Questo rende la frequenza di Larmor dipendente dalla posizione:
ω(r) = γ · [B₀ + G · r]
Così possiamo:
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Selezionare lo strato (slice selection) applicando un gradiente + RF con banda nota.
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Codificare la frequenza (frequency encoding/readout).
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Codificare la fase (phase encoding).
Senza gradienti non esiste localizzazione spaziale → non esiste immagine.





- Curiosità tecnica : tipici valori di intensità del gradiente (es. 20-80 mT/m) e slew rate (es. 100-200 T/m/s)
Come funzionano (in pratica)
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Forma d’onda: tipicamente trapezoidale (rampa su/plateau/rampa giù).
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Intensità del gradiente (G): espressa in mT/m; più è alta, maggiore è la risoluzione spaziale possibile.
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Slew rate (SR): T/m/s; misura la rapidità con cui il gradiente raggiunge G → determina velocità delle sequenze (EPI, DWI) e… rumore.
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Duty cycle: percentuale di tempo in cui il gradiente è “attivo”; limita il riscaldamento delle bobine.
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Linearità: la variazione di campo deve essere il più possibile lineare nel FOV; la non-linearità causa distorsioni geometriche (corrette poi in ricostruzione).
Conseguenze pratiche
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G e SR più alti = tempi più brevi o maggiore risoluzione, ma aumentano rumore e rischio di PNS (stimolazione nervosa periferica da dB/dt).
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Sequenze “veloci” (EPI, DWI, fMRI) stressano i gradienti → attenzione a rumore, PNS e artefatti.
Sicurezza e comfort
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PNS (dB/dt): controllo automatico dello scanner; se il paziente avverte “formicolii/scatti”, ridurre SR/ampiezza o usare modalità Quiet/Soft.
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Rumore acustico: cuffie/tappi; valutare protocolli “quiet” quando disponibili.
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Riscaldamento: limiti di duty cycle; pause tra acquisizioni pesanti (EPI ad alto fattore).
Artefatti legati ai gradienti e mitigazioni
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Correnti parassite (eddy currents) → ghosting/shift, soprattutto in EPI e DWI.
Mitigazione: pre-emphasis hardware, tempi di rampa adeguati, calibrazioni periodiche. -
Non-linearità del gradiente (GNL) → deformazioni periferiche.
Mitigazione: correzione GNL in ricostruzione, FOV adeguato, posizionare l’area d’interesse vicino al centro magnete. -
Cross-term/susceptibility con aria-osso-metallo → distorsioni e dropout in GRE/EPI.
Mitigazione: banda più alta, TE più corto, SE invece di GRE quando possibile, ridurre FOV in fase, tecniche “blip-up/blip-down” (se disponibili).
Shimming: omogeneizzare B₀
Obiettivo: rendere uniforme B₀ nell’area d’interesse.
Perché? La risonanza avviene a ω₀ = γ·B₀: variazioni di B₀ ⇒ variazioni di frequenza ⇒ sfasamenti, distorsioni, perdita di segnale (soprattutto in GRE/EPI, DWI).
Tipi di shimming
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Passivo (installazione): piastrine ferromagnetiche fissate dal service per “modellare” B₀ dell’impianto.
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Attivo (clinico): bobine di shim che generano campi correttivi (1° e 2° ordine, funzioni armoniche sferiche).
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Globale: su tutto il volume; utile per encefalo standard.
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Locale: limitato al VOI (shim box) posizionato dall’operatore; essenziale in orbite, base cranica, collo, addome.
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Dinamico (slice-wise): aggiornato sequenza per sequenza; molto utile in fMRI e addome.
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Workflow tipico (TSRM)
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Center frequency → auto-prescan.
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Shim globale (primo pass).
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Shim locale su VOI (se distretto “difficile”).
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Field-map (se disponibile) → calcolo correnti shim ottimali.
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Rieseguire shim se: paziente si muove, si cambia bobina/posizione, si passa a EPI/DWI, si entra in regioni con aria-osso-metallo.
Quando lo shim fa la differenza
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Encefalo: orbite, base cranica → forte disomogeneità.
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Collo: interfacce aria/tessuti → preferire shim locale.
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Addome: fegato/pancreas → shim locale in apnea sul distretto (evita che il VOI includa polmoni!)
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Vicino a metallo: preferire SE a GRE, aumentare banda, TE corto, ridurre voxel.
Segni di scarso shim: distorsioni, dropout di segnale, ampliamento dello spostamento chimico, DWI/EPI illeggibili.
Nota su B₁ (solo in sintesi)
Non è shimming B₀, ma ai campi alti (≥3T) si può ricorrere a B₁-shimming/parallel transmit per uniformare l’eccitazione RF. È tema diverso, ma da conoscere come concetto.
Checklist operativa TSRM
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Posiziona correttamente il paziente, coil dedicata e centratura precisa.
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Esegui prescan: center frequency + shim globale.
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Imposta shim locale (VOI stretto sull’organo) per distretti complessi; rifai in apnea per addome.
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Per EPI/DWI: banda più alta, TE più corto, controlla pre-emphasis ed evita VOI che includa interfacce aria.
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Se compaiono artefatti o il paziente si muove: ripeti shim.
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Valuta modalità Quiet/Soft o limiti di SR se il paziente riferisce PNS o è molto sensibile al rumore.
💡 Attività didattiche consigliate
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Laboratorio: confronta DWI encefalo con shim globale vs shim locale (VOI su regioni temporali) e descrivi differenze.
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Esercizio: posiziona correttamente il VOI di shim in tre distretti (orbite, fegato, colonna cervicale).
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Quiz: riconosci da immagini gli artefatti da eddy currents, GNL e scarso shim.
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Caso pratico: DWI addome illeggibile → proponi set di contromisure (shim locale in apnea, banda ↑, TE ↓, FOV/phase, SE al posto di GRE dove possibile).



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