Ma… la risonanza con contrasto fa male o no? E’ un dubbio che abbiamo tutti e la risposta non è così semplice. Posto come presupposto che qualsiasi dubbio di carattere medico, va trattato con un medico e non su un sito web, ma per chi volesse un infarinatura tecnica sull’argomento, in questa pagina potrebbe trovare degli spunti interessanti e qualche informazione.

Per prima cosa dobbiamo chiarire se e’ il contrasto della risonanza magnetica che fa male o il mezzo di contrasto fa male in generale? In effetti ogni mezzo di contrasto , anche chiamato MDC in italia, ha diverse componenti e non fa male nella maggior parte dei casi e nei pazienti con valori “Normali”, non allergici e con un filtrato glomerulare regolare.

Quali sono i rischi del mezzo di contrasto in RM?

I rischi del mezzo di contrasto in risonanza sono correlati sopratutto alle allergie, che attenzione, possono essere sia alla molecola del contrasto che agli eccipienti del mezzo di contrasto, ovvero tutti i liquidi nel quale e’ sciolto. Però non dobbiamo preoccuparci perché le allergie al mezzo di contrasto della rm sono rarissime. E più probabile che un soggetto sia ipersensibile a tante sostanze, sopratutto in periodi stressanti della sua vita, dove il sistema immunitario potrebbe reagire in modo anomalo, e magari generare una lieve reazione allergica che può provocare quasi nella totalità dei casi solo delle manifestazioni di ponfi. La grave reazione allergica al mezzo di contrasto della rm, lo shock anafilattico è esclusa quasi totalmente dalla statistica mondiale.

Cos’è il mezzo di contrasto in risonanza magnetica ?

In risonanza magnetica esistono diversi tipi di mezzo di contrasto, alcuni sono molto comuni, altri sono un pò più particolari e dedicati ad esami specifici. Per la maggior parte degli esami, come la risonanza all’encefalo, alla colonna, la risonanza articolare, la risonanza dei vasi sanguigni il mezzo di contrasto più utilizzato e’ il gadolinio . Il gadolinio è la molecola nell’immagine qui sotto:

gadolinio

molecola del dota, doppia coda lipofica

come potete notare la sua forma ha un centro, che ha proprietà paramagnetiche e da la possibilità alle molecole con le quali interagisce di conferire un più rapido recupero della componente longitudinale durante il processo di rilassamento degli spin(t1). Il gadolinio non ha effetti biologici rilevati fino ad oggi, ed e’ dunque una molecola perfetta per l’utilizzo che se ne fa in risonanza magnetica.



I mezzi di contrasto paramagnetici t1

Come abbiamo detto precedentemente il gadolinio e’ in grado di aumentare la velocità di recupero della componente longitudinale durante il processo di rilassamento degli spin protonici, e questo è proprio il concetto sul quale sono basate tutte le sequenze in t1.

Se un paziente dovrà eseguire un protocollo di indagine che prevede l’utilizzo di sequenze t1 pesate dopo il mezzo di contrasto allora il gadolinio sara il mezzo di contrasto utilizzato.

Gli esami genericamente dove viene utilizzato il mezzo di contrasto t1 sono :

  • Risonanza dell’encefalo
  • Risonanze dei vasi sanguigni
  • Risonanza del fegato
  • Risonanza articolare
  • Risonanza tipo neurologico
  • Risonanza perfusionale
  • Risonanza del cuore
  • Risonanza vie escretrici
  • Risonanza della mammella

I mezzi di contrasto superparamagnetici t2

I mezzi di contrasto superparamagnetici sono rari. Il funzionamento dei mezzi di contrasto superparamagnetici è basato sul concetto di t2*(t2 star)ovvero sono in grado di creare una disomogeneità di campo magnetico tale da aumentare il processo di decadimento della componente trasversale del sistema di spin. In parole semplici, creando disomogeneità di campo magnetico, accelerano il processo di decadimento T2.

Vengono utilizzati nelle risonanze magnetiche dell’addome in quanto se dato da bere al paziente è in grado di legarsi all’acqua libera dello stomaco e dell’intestino, andando a cancellare letteralmente il segnale dell’acqua che in presenza della peristalsi intestinale crea qualche artefatto da movimento sulle immagini, in alcuni casi troppo evidente. Piccole particelle di ferro contenute ad esempio nel succo di mirtillo bastano per ottenere l’effetto desiderato.

Esistono anche mezzi di contrasto superparamagnetici per l’utilizzo endovenoso, ma e’ molto raro, sopratutto in italia, questi vengono utilizzati in accoppiata con la tecnica di acquisizione total body per perfezionare una tecnica di conta linfonodale, l’ossido di ferro ha infatti la caratteristica di andare a depositarsi lungo tutto il sistema linfatico, concentrandosi nei linfonodi, e ottenendo l’effetto fisico del t2* esattamente dove voluto, ma come ripeto, in italia questa tecnica e’ molto rara e utilizzata solo in alcuni centri di studio.

il mezzo di contrasto t2* viene utilizzato nelle risonanze di:

  • Addome superiore
  • Addome inferiore
  • Fegato
  • Pancreas
  • Milza
  • Stomaco
  • Vie biliari – colangio rmn

A cosa serve il mezzo di contrasto in risonanza?

Il mezzo di contrasto serve a mettere in evidenza alcune strutture interne del nostro corpo, in alcuni casi serve a farci vedere le arterie, in altri casi come viene assorbito dagli organi, e in altri come viene espulso dagli organi. nell’immagine qui sotto si può notare la differenza tra immagini senza mezzo di contrasto e con il mezzo di contrasto:

t1-no-mdc-encefalo

t1-no-mdc-encefalo

 

t1-mdc-encefalo

t1-mdc-encefalo

Nella prima immagine osserviamo l’encefalo in t1 senza mezzo di contrasto di un paziente che purtroppo ha una massa tumorale, nella seconda immagine possiamo vedere come il mezzo di contrasto t1 si veda iperintenso e si sia localizzato proprio dove il tumore ha più metabolismo permettendo al medico radiologo di descrivere quali strutture sono infiltrate e a che livello riuscendo a studiare meglio il paziente ,il ché permetterà di ottenere una miglior terapia e dunque una miglior prognosi.

Come funziona il mezzo di contrasto in rm ?

Il mezzo di contrasto va a legarsi alle strutture che hanno un metabolismo alterato o dove la membrana citoplasmatica ha cambiato il suo potere schermante rispetto al flusso sanguigno (permeabilità), e spesso questo e’ indice patologico. Il mezzo di contrasto viene iniettato attraverso un cateterino venoso ed entra in circolo nel sistema arterioso entro circa 30 secondi dalla sua iniezione, circa 70 secondi dopo l’iniezione si trova dentro il parenchima e dentro gli organi, dopo circa 180 secondi e’ uniformemente distribuito all’interno del corpo ed e’ già iniziata la fase di eliminazione per via renale, dopo circa 10 minuti il contrasto e’ stato quasi completamente filtrato dal sistema escretore, tranne per tutte quelle membrane che tendono a trattenere selettivamente alcune molecole, come ad esempio la guaina mielinica del sistema nervoso centrale, che e’ appunto in grado di trattenere il mezzo di contrasto fino a qualche ora, lasciandolo filtrare via poco a poco.

Fa male il mezzo di contrasto in risonanza ?

La singola iniezione di mezzo di contrasto a base di gadolinio non fa male pero ci sono studi che dimostrano che una certa percentuale viene depositato all’interno del corpo, nel parenchima cerebrale e nelle ossa.

Se si hanno problemi renali come un filtrato glomerulare alterato o un indice di creatinina sballato, contattare il medico di fiducia, fargli visionare gli esami del sangue, e non dimenticarsi di informare sempre il team che svolgerà l’esame.

Devo rimanere a digiuno prima della risonanza magnetica con contrasto ?

Si ! Se vuoi scoprire i motivi per i quali dovresti rimanere a digiuno prima di eseguire una risonanza magnetica con mezzo di contrasto ti consiglio di leggere l’articolo che trovi a questo link Risonanza magnetica, digiuno o no ?

Quante ore prima posso mangiare ?

Potrebbe essere accettabile un tempo di 3 ore, ma 8 ore sono meglio e per la nostra salute dobbiamo dare sempre il massimo, per cui 8 ore di digiuno prima della rm.

Posso prendere le pastiglie quella mattina ?

Nessuna terapia va interrotta prima di fare una risonaza magnetica ma in caso di dubbi contattare il medico di fiducia o il centro diagnostico che vi farà l’esame, nessuno vi negherà questa risposta, ma non ci sembra il caso di fornire questo genere di informazioni su un sito web, della salute si parla con i medici, su internet ci si informa e basta.

Quanto dura la risonanza magnetica con contrasto ?

dura circa 5 minuti di più della parte senza mezzo di contrasto. le sequenze con mezzo di contrasto sono poche e vengono fatte alla fine dell’esame, e spesso sono anche veloci perché pesate in t1.


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